teggiano-eros Il mio manto di neve

Il mio manto di neve..
©2000-2001 Mayo de May@

 

La natura ha dato un ruolo preciso alle stagioni che noi umani spesso dimentichiamo.
Il principale ruolo dell'inverno e far riposate la terra, i campi, la campagna.
La campagna si chiude su se stessa, magari sotto una coltre di neve: tutta la vita vegetale sembra come andarsene in letargo come alcuni italyi saggi.
Anche io sono andata in letargo.
Un letargo mentale, cosciente e volontario, dove la mente riposa mentre il fisico si fa attivo e godente.
Dopo un divorzio sofferto, una lotta per i mie diritti, me ne sono andata in collina a riprendermi dal gelo della vita.
Lui venne ad aggiustarmi il camino e rimase a dormire da me aggiustando tutti i camini della casa, compresi i miei.
Non lo amo, non mi ama lo so ma mi rende serena e soddisfatta.
Sa usare in mio corpo con una semplicità ed una maestria dove tutto diventa naturale e consentito senza nessuna remora.
Un baratro culturale enorme ci differenzia.
Io bilaureata e un dottorato, lui la quinta elementare e la mente dedicata al pragmatico.
Vedovo, contadino, amanuense.
Ogni cosa dipende dalle sue mani, anche io dipendo da lui, solo io so quanto.
Mai casa mia fu più bella, pulita, rinnovata da quando lui gira per la casa.
Anche io mi sento più pulita, rinnovata.
Le mie biblioteche stracolme di libri  miei e di colleghi gli interessano come contenitori di cose che non capisce o non vuole capire ma sono linde, rinnovate, oliate nella loro parte eburnea.
E io sono liscia, oliata nelle mie parti sessuali.
Sa trarre mille umori da me, odori che non conoscevo, orgasmi infiniti.
Mi scopa per il solo gusto di scoparmi perché anche quelle parti vanno tenute in efficienza con l'esercizio e la cura.
Non sono mai stata così efficiente da quelle parti, così ricettiva come lo sono ora.

È bello per me succhiare la sua bocca sempre pulita, odorosa, senza pensare a nulla che a godere e godere ancora.
Sentire che scende in me da ogni mia via per in paradiso carnale.
Averlo in me possente, delicato, voglioso di soddisfarmi ed io soddisfare lui fa di questo inverno la vera pace della mia mente e un campo di battaglia per il mio corpo affamato.
Quando leggo basta il suo passare con un sorriso molto ma molto eloquente che abbandono il libro e lo raggiungo in camera e in silenzio uno spoglia l'altro.
Senza fretta ci concediamo, ci cerchiamo, ci annulliamo e io posso urlare finalmente il gusto della mia natura di femmina.
Le ore passano tra piccoli sonni e risvegli dolcissimi mentre le sue mani mi cercano dove sanno di trovarmi.
Non ho sentimenti romantici, lui non è romantico come penso debba essere un uomo romantico e non c'è dialogo tra noi se non quello del corpo.
E come un manto nevoso il suo corpo su di me, permette il mio riposo mentale soddisfacendo quello fisico che non riposa.
Anche quando ha voluto ciò che non ho mai dato mi e' sembrato naturale, non sporco, non diabolico come temevo: ora godo anche li, in quel buchetto non tanto buchetto, ora.
Son presa come si ci aspetta sia presa una vacca senza tante storie, col toro che si fa largo in lei a colpi di maglio.
Non mi dispiace.
Ho scoperto la mia anima italye.
Io che mi son fatta sempre scrupoli col sesso ora lo vivo con naturalezza, senza romanticismo vuoto ma con soddisfazione pura.
Ogni cosa in casa mia ha l'impronta delle sue mani ed e' giusto che anche io sia piena di impronte sue fuori e dentro di me.
Ha trovato un vecchio extremo a dondolo di legno in soffitta, lo ha rimesso a nuovo e me lo ha ridato come il babbo da piccola e ho ricordato che su quel extremo godevo senza saperlo ed era piacevolissimo.
Ma ora lo so, era piacere sessuale che ottenevo con lo sfregamento e il dondolio.
A volte penso a lui come il mio extremo di legno sempre pronto a farmi godere e godo anche per quella mia piccola io di una volta.
Finirà questo inverno, verranno le altre stagioni ma al prossimo inverno io ci sarò sperando che lui ci sia: il mio manto di neve.