Mentre lui era architettonicamente un legionario romano, massiccio di spalle, gambe corte e tozze, lei era una barbara tedesca, bionda, alta, ben fatta nonostante i 40 anni suonati. - Cosa sono quei documenti in quella cartella?- La domanda schioccò come una frusta, la cartella documenti sul desktop era piena dei suoi romanzi e i suoi racconti e, alcuni, avevano un titolo che poco lasciava alla fantasia. Fu colto alla sprovvista dalla domanda apparentemente ingenua e rapidamente valutò la situazione. Era inutile mentire. - I mie racconti erotici.- - Ma dai? - - Si, scrivo racconti erotici.- - E tua moglie che dice? - - Che dovrebbe dire? Fa la sua vita e io faccio la mia. Ora più che un marito e moglie siamo due complici, due compagni che invecchiano insieme, con comuni interessi, la figlia e la nipote, ma tutto qui.- - Quanti anni? - - Trentacinque, siamo sposati da trentacinque anni e sono quasi dieci che i letti sono separati.- - Dall'infarto? - - Si, dall'infarto.- - Mai toccato una donna? - - No, da dieci anni.- - E potresti farlo? - - Si, potrei farlo con le dovute cautele. Per esempio la fatica dovrebbe farla lei, salendo sopra, come fanno in Nepal.- - Il quel posto chi scopa è la donna, non è la scopata.- - Lo fanno anche in Italia, credimi.- Sorrise con un sorriso smagliante, provocatore, libero, sincero. - Mentre aspettiamo che scarichi, potrei leggerne uno. A voce alta però, a me piace leggere a voce alta.- - Accidenti, sì che puoi, vuoi che esca ?- - No, non m'imbarazza un uomo, specialmente se è l'autore dello scritto.- Lui, dalla poltroncina vicina gliene indicò uno sullo schermo e passò con la mano accanto al viso di lei. Fu un acuto spasmo inguinale, quel cretino non si sarebbe alzato? Quella testa di cazzo non avrebbe seguito l'odore di donna che mentalmente stava sentendo? Incomincio a leggere con voce neutra e piana ma estremamente udibile da lui e, in alcune parole, lui ne percepì il tremore e la lieve esitazione a pronunciarle forte, vergogna o desiderio? Dio, stava diventando una tortura quella voce e sperò che l'indifferenza mostrata lo proteggesse un poco. La fantasia scendeva con la mano sull'incrocio delle cosce coperte, sapeva cosa trovare sotto, una rosa forse bagnata e bramosa di carezze. Ma cosa pensava lei? Scendeva la sua mano a cercarlo nella tuta? L'avrebbe trovato turgido e lui abbassò il maglione tirando l'orlo e coprendo la bugna. Non doveva essersene accorta lei, era leggermente più avanti di lui e non aveva mosso gli occhi dallo schermo e la sua voce non denotava emozioni nuove. La mano ruppe lo spazio e delicatamente arrivò a bersaglio sulla gonna. Non un diniego, non una modifica di voce. E quando il mouse puntò l'ultima pagina la mano che lo teneva cercò la superficie della tuta e accarezzò lenta la turgida bugna; se ne era accorta, eccome. Finì la lettura. Ne iniziò un altro, la sua mano sulle sue ginocchia che si apersero adagio. La timida salita oltre le calze autoportanti, il dolce pescato dell'interno delle cosce e nella voce nulla mutava. Le mutandine leggermente bagnate, un leggero fremito nella voce, poi, sotto il dito. Incominciò dal basso, le ghiandole del Bartolini erano in piena funzione, bagnava, bagnavano. La risalita verso la clitoride, il giocarci sopra, il giocare dentro. Prima lento, scopritore, poi veloce accattivante, velocissimo, penetrante e il sì a mezza voce. Il sospiro lungo, la voce interrotta, lo sbandare, il chiudere le cosce sulla mano e chiuderle forte. - Mirkoooo, basta... per favooree.- La mano sulla bugna stretta allo spasmo. - Potrei leggermeli a casa, Mirko? - - Certo, fatti un dischetto e scarica questi, sono una serie finita e giusto debbono stare in un dischetto.- - Grazie.- La voce era tornata normale, se sapeva l'eccitazione fisica e mentale di lui non diede segno d'accorgersene, sembrava che... e finalmente il dischetto fu registrato e sparì nelle sue ampie tasche sulla gonna lunga e larga. Si scaricò il programma, la sua efficienza fredda e matematica la isolò da Mirko che ammirava la donna e la professionalità in eguale misura. Godere tanto e non scomporsi, che donna! Terminarono quasi in silenzio e, alla fine, raggiunsero gli altri nel salone senza guardarsi ma lasciando nello studio un leggero profumo di sesso che la finestra aperta avrebbe risucchiato come lui si era succhiato il dito. Chiacchiere, chiacchiere e quando se ne andarono, Mirko non osò baciarla sulla guancia come fece con l'amica. L'avrebbe bagnata di certo e strinse quella mano lunga e delicata con forza virile, forse più del dovuto. Grazie, amica..
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