teggiano-eros Mio Adamo

Mio Adamo....

Mayo de May@ adult/02/01


La stanza era calda, umida, una sauna d'Agosto.
Il letto ormai fradicio di noi, di sudore, d'amore, di sesso.
Il caldo portava il sudore, io portavo l'amore, lui il sesso.Adoravo quell'uomo gentile, intelligente, sensibile, dalle brame sessuali quasi inestinguibili.
Dolce nell'amarmi ma possente.
Io mentivo, mentivo con lui, nulla sentivo, non ho sentito mai.
Mi portava ad uno stadio di benessere sessuale, una specie di rilassamento corporeo e mentale ma di orgasmi come li descrivevano le mie amiche nulla, nemmeno il sospetto.
Non importava.Era bello guardarlo negli occhi mentre mi godeva, mentre esprimeva la sua sessualità in me, con me, per me.
Sempre presente in attenzioni, rose, regali: era un compagno perfetto.
Ero la sua carne, non la mia e volevo esserlo.
Era questo un sentimento vicino all'orgasmo perché mi prendeva tutta, anima e corpo.
 

Io godevo con lui, attraverso lui che godeva in me.
Il sentimento che mi prendeva era più di un orgasmo e non mentivo nella mia eccitazione cerebrale che mi faceva pensare a lui, solo a lui mentre il mio corpo non esisteva più, vuota carne per me, paradiso per lui.
Se piangevo non era perché stupita godevo ma perché stupita lui mi godeva ancora e ancora.
Mai ho mentito piangendo.
Ero commossa, benedicevo il mio corpo come fonte magica di piacere per lui.
Una fonte che avevo odiato per anni, prima di incontrarlo ed amarlo alla follia.
Sentivo di appartenergli, mi sentivo unita con lui: era vero, mi sembrava a volte di esser lui, la sua carne, il suo spirito ma sempre distinta.
Io femmina, lui maschio.
Accettando lui avevo accettato me stessa.
Mi ero liberata da una morte psicologica, un non sentirsi nulla.
A lui piaceva il mio corpo e nulla gli negavo di esso e attraverso lui incominciavo ad accettare la mia malattia, ero frigida.
Ero frigida di mio, frigida fisicamente per una alterazione che privava il mio sesso di stimoli sessuali.
Era normale il mio sesso.
La mia clitoride conteneva i suoi bravi 9000 nervetti ma erano nervi sordi come il resto del sesso.
Non si sarebbero mai svegliati e lo sapevo.
Me lo avevano detto alla clinica.
Ma con lui non mentivo.
Non supponeva che fossi frigida, non l'aveva mai chiesto ed io mai detto ma la mia mimica facciale, il tremare del corpo erano veri, tremavo d'amore per lui, gioivo con lui.
Godevo con lui il suo orgasmo.
Mai mi ero sentita coinvolta cosi, tante, troppe a volte, erano le cose che ci univano oltre il sesso suo.
Il piacere di star nudi di fronte al fuoco del camino in inverno, il leggere le sue e le mie poesia, ascoltare musica insieme.
Intrecciare le mani, baciarci, odoraci, perderci in noi senza remore o menzogne.
Sapere che le carezze erano un dono tuo a lui e suo a te.
Nudi, come nell'Eden, nudi dentro e fuori, nudi di fronte al mondo.
Come prima del peccato che non conoscevo e non potevo conoscere.
Eterna vergine mentale che non aveva orgasmi.
Ma seguirlo fuori dal Paradiso Terrestre per dargli figli e piacere non era un sacrificio, anzi.
Adamo, mio Adamo moderno.
Tuo sia il mio S.Valentino.