teggiano-eros Altra carne per le sue zanne

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Altra carne per le sue zanne..

Mayo de May@

21/10/00

© 2000 - 2001

 

Com'era stupido, com'era facile prevederlo, indirizzarlo, farlo arrivare alle tue conclusioni.
Questo in chat, pensò.
Com'era stato diverso l'incontro dal vivo.
Era bello, prestante, armato bene e sposato.
Un regalo degli Dei maliziosi.
Rammentava una poesia di Saffo, stupita, invogliata, rapita al vederlo per la prima volta l'uomo che ne causerà la morte.
Anche lei aveva sentito un brivido in tutto il corpo.
Era andata a vederlo dal vivo dopo mesi di chattate ed e-mail frivole e stupide.
Non si era fatta vedere subito, si conoscevano dalle foto e lo aveva individuato immediatamente.
Leggeva un giornale in lingua inglese e fumava il toscano.
Era più bello della foto bella e le gambe si piegarono un poco.
Tre ragazzette lo puntavano in modo indecente ma lui pareva indifferente a tutto.
Una vampata di gelosia istintiva l'allarmò.
Non era il suo uomo? Che cazzo le capitava?
Prendersela con tre ragazzette sbavanti come lei?
Cretine, quello aspetta me.
Forse la rabbia vinse le ultime resistenze morali.
Avrebbe fatto vedere a quelle come si conquista un uomo bello.
Sculettò con un'eleganza innata.
Non pareva lo muovesse ma sapeva attirare lo sguardo della gente come una calamita.
Sapeva di esser bella e di avere una forte attrattiva per tutti i maschi e anche per certe donne.
Rammentò Teresa, la sua ultima vittima, e sorrise.
Sapeva cogliere le occasioni della vita.
Passò accanto al tavolino facendo finta di non riconoscerlo ma facendosi ammirare tutta con la sua aria da oca dei quartieri alti.
Se avessero saputo che possedeva anche un dottorato!
Tutti gli occhi a lei e il giornale di lingua inglese si abbassò e la rimirò come tutti.
Fece finta di andarsene seccata, imbronciata con quel modo di chiudere le labbra da bimba offesa.
Sentì il giornale piegato, un certo calore proprio sulle chiappette.
Lui era dietro, a pochi centimetri, lo sentiva.
* Ciao, Adriana, sei bellissima.-
Era una voce calda, maschile, con toni bassi che le fecero avere un fremito tra le gambe, una voce roca da fumatore ma anche da amante torrido.
Si voltò lentamente e i capezzoli si trovarono a pochi centimetri da quel maglione sportivo di una vecchia università americana.
* Oh... Scusa, Francesco, nooon.. ti avevo visto.-
* Eppure ho tutto come concordato. Maglione, giornale, me stesso e il mio toscano.-
* Sono eccitata, vergognosa e sto tremando dentro, scusami.-
Come stava recitando bene la parte, si autoincensurò di un sorriso di soddisfazione.
Quello se lo sarebbe scopato prima di sera.
Si sedette allontanando un poco la poltroncina e facendo in modo che la gonna di Fiorucci salisse di almeno tre centimetri.
Raccolse le gambe ginocchio contro ginocchio e come un'educanda bel educata le girò di 45 gradi mostrando un poco la coscia esterna.
Le ragazzette se n'erano andate indispettite.
Per oggi niente speranze.
Andò come era previsto da lei.
Pranzo, giro per i negozi, cena, letto.
Ora erano nudi sul letto a fumarsi il toscano in due.
Rise dentro di se.
Aspettava il suono del campanello della piccola alcova che aveva affittato in un gran complesso di appartamenti.
Il campanello suonò.
Come una pantera nuda s'avviò alla porta del piccolo vestibolo.
Aprì la prima porta poi, dopo alcuni passi, aprì la seconda.
Una bellissima donna entrò di corsa.
Chiuse la porta e vi si appoggiò con affanno.
Le due bocche scattarono, le mani tolsero frenetiche la camicetta sudata e il reggiseno.
La bocca di Adriana alzò un capezzolo già alto per conto suo.
- Harem... scu...-
Lui in vestaglia apparve sulla porta interna.
Adriana si scostò ma le sue mani rimasero sul seno di Teresa che cercò di coprire.
- TU!!.-
- TU??-
Lui era rosso fuoco, lei pallida come una morta.
Il marito e la moglie si guardarono stupiti, spaventati.
Stavano tradendosi con la stessa donna.
Adriana rise, rise.
Si eccitò ancor di più... Se li stava già fottendo tutti e due, perché non insieme?
Che bella idea le era venuta.
Portarli a letto insieme.
Le due sberle le raggiunsero rapide sul viso.
- Puttane.-
Ora un poco di violenza, Adriana gongolò, era felice.
Avrebbe sedotto la copia, ora.
Ci riuscii e anche in fretta.
Il piccolo taglio sulle labbra sanguinava ancora quando li baciò entrambi.
Era o non era una pantera?
Altra carne per le sue zanne.