Come siamo stati stupidi. Come siamo stati sesso estremo. Ho pianto alla tua telefonata, pianto lacrime che non credevo di avere ancora in un cuore distrutto dall'attesa, un cuore che urlava il tuo nome, un corpo che bramava il tuo. Non volevo sentirlo, mi credevo superiore, mi masturbavo per dimenticare te e mi apparivi sempre nel cervello, la mia fantasia erotica ti voleva. Inutile mentire. Stai arrivando, tra dieci minuti sarai qui. Che ti dirò? Che faro'? La nebbia copre tutto la fuori ma dentro? Il mio orgoglio, la mia dignità, chi la coprirà? Voglio ancora coprirla? Quella stupida sta già bagnando, la saliva sta andando via dalla mia bocca. Sono eccitata e confusa. Ho detto si tra le lacrime ma volevo dir no col cervello. Sono ancora ferita. Sotto la vestaglia son nuda, son pronta e a cosa? A farti entrare in me, ad urlare la mia voglia? Cosa cambierà dopo? Chi se ne sbatte del dopo? Sono una scema a tremare, sono una scema a toccarmi a sentire quanto ti voglio. Ti voglio, ti voglio. Non ricordo quasi più la tua verga eppure la bramo, la voglio, la desidero come una vergine il primo amore. Ma tu sei il mio primo amore. Non carnale, mentale, assoluto. Che rabbia. E tu che fai, conchiglia mia, godi? Senza di lui? Vergogna. Che farai con Lui? Vieni, vieni presto, sto morendo di vergogna. Ricordo la prima volta. Sara' come la prima volta? Non credevo fosse cosi bello averti in me, dentro di me, in fondo al mio sentire. Dita pazze, fermatevi, non voglio, non voglio godere senza lui. Sono mesi che mi date amore, ora sta a lui, sta a lui. Vieni, amore mio, non ho più collera ma amore, amore da dare. Lo sento, sei arrivato. La tua macchina ha un canto dolcissimo per me. Tra meno di un minuto suonerai alla porta e io aprirò la vestaglia sulle mie cosce bagnate da me per te: come siamo stati stupidi. Ti abbraccerò, ti bacerò, sarai mio. Saro tua. Orgoglio maledetto.... Il mio, il tuo... dove e' andato il motivo del contendere? Non lo ricordo più.. Entra, entra in casa mia, entra nella mia carne, son tua..
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