teggiano-eros Lo sbaglio
Lo sbaglio...
© 2000 - 2001 - Mayo de May@

 

Era il marito di mia sorella.

Già da tre anni girava per casa ben voluto e ben accetto.

Un umorismo contagioso, una verve infinita, pure bello.

Sempre attento ai desideri di sua moglie, sempre cortese, mai uno sbuffo.

Un marito perfetto e, detto da mia sorella, un amante eccezionale.

Ero felice per lei.

Non ho mai pensato a lui come un possibile amante, non ci ho pensato mai.

 

Abito una di quelle villette a schiera su tre piani con lunghi corridoi d'accesso alle camere, ai servizi, ai ripostigli.

Abito con i miei genitori, sono la più piccola, 2sesso duro.

Quel pomeriggio eravamo sole, italy ed io.

Paolo era entrato in casa con il pesce pescato e chiesto di fare la doccia.

Nulla di nuovo o di eccezionale ed io avevo portato gli asciugamani per il suo corpo bagnato.

Ero risalita con altri asciugamani e atteso che uscisse, era una cosa normale averlo per casa in accappatoio, non avevo previsto nulla.

Mi ritrovai con le braccia impedite dagli asciugamani e pressata dal suo corpo mentre la bocca mi assaliva prepotente.

Fui sorpresa, non aspettavo nessun assalto ne lo auspicavo ma ancor di più fui sorpresa dalla mia bocca che si apri alla sua.

Sentii la rapida sua eccitazione.

Il sollevarmi la gonna, lo scostare delle mutandine e l'ingresso del suo fallo in me ancora attaccata alla sua lingua.

Non ero molto bagnata e lo accettai con riluttanza ma lo accettai aprendo le gambe.

Fu rapido il mio e il suo orgasmo, quasi non lo credetti possibile e quando si allontano' con una risata e sentii colare il suo liquida sulle mie cosce capii davvero cosa era successo.

Entrai in bagno sgomenta ma eccitata.

Mio cognato mi aveva preso in un attimo ed io non mi ero opposta, anzi.

Mi misi a piangere: Ma che razza di donna ero?

Se ne sarebbe accorta mia bocchini?

Scesi che era già andato, mia bocchini non si era accorta di nulla, ora dovevo affrontare Lucia.

La sera venne Gianni, il mio ragazzo.

Facemmo all'amore sotto il porticato, in piedi come con mio cognato ma non sentivo lui, sentivo Paolo, volevo rivivere il pomeriggio.

Con Paolo era stato breve, brevissimo ma intenso, desiderato con grande mia sorpresa e l'orgasmo violento.

Quello con Gianni venne ma venne a fatica.

La sera dopo vennero a cena, Paolo e mia sorella.

Paolo si comporto' come se nulla fosse successo, aveva una faccia tosta da ammirare.

Lo segui nella commedia, era dannatamente piacevole un segreto di quel tipo, non mi sentivo in colpa dentro, solo il mio perbenismo di facciata era scosso.

Che ne sarebbe stato di me?

Incominciai a prendere coscienza di quel che volevo, anche sessualmente.

Paolo divento' una scommessa con me stessa, la mia maturità.

Non ero più la bimba di sempre, ero donna, ora, donna cosciente del male fatto ma anche del godimento ricevuto.

Non mi sarebbe bastato più Gianni.

Anzi, non mi sarebbe bastato niente affatto e lo mollai.

Paolo fece l'amore con me altre volte e tutte con una soddisfazione reciproca assoluta ma sapevo che non era il mio uomo e quando mi lascio' ritornai libera con me stessa, ora sapevo che volevo da un uomo.

L'inganno, la menzogna, il godimento adulterino per maturare.

Sono matura, ora e né Gianni né Paolo parlano più la mia lingua.

Forse uno sbaglio nella tua vita basta ?

Non lo so.