teggiano-eros Mi parve ridesse
Mi parve ridesse...
© 2000 - 2001 - Mayo de May@
 

Salire quei gradini era facile.
Gradini piccoli e consunti.
Era l'odore d'urina stantia di gatti e italyi che feriva.
Ero obbligato, a meta scale, ad odorare il mio fazzoletto profumato.
Andavo ad incontrare la "Gattara" (Una che ama i gatti più degli umani. N.d.A.), una Strega moderna.
Me l'aveva segnalata un amica che aveva anche combinato l'incontro.
Mi aperse una vecchietta per nulla sgradevole.
Si vedeva subito che doveva essere stata una bellissima donna.
Il flusso d'odore sgradevoli si fece più insistente ma non potevo presentarmi con la maschera a gas e feci mente locale gettando gli odori nel fondo del mio inconscio.
Ne avevo patite di peggio nel mio mestiere di scrittore dell'occulto.

Mi fece sedere su di una poltrona scassatissima e sporca, i mie calzoni blu ne sarebbero usciti con migliaia di peli di gatto.
Intorno a me più di una ventina di gatte, nessun maschio.
Conosco bene i gatti, ho una gatta anche io che adoro da sempre.
Ma più che l'occhio lo percepii la mia mente : sono un sensitivo.
La strega mi guardò e guardò le gatte.
Quella che mi parve la più importante si mosse, mi annuso le gambe, si strusciò felice ed udii il suo ronfare che scatenò le altre a salirmi sulle ginocchia, sulle spalle, a strusciare le mie scarpe, a strusciare se stesse.
La strega sorrise, fece uno strano rumore con la bocca e le gatte, in un sol movimento o salto, tornarono a circondarmi ma da alcuni metri.
- Si sente l'amore per i gatti, bravo. Ma si sente di più l'amore per le gatte. ehehehe.-
Sorrisi di rimando, era vero..
- Tu saresti Lui, lo scrittore?-
- Si, sono Mayo de May@, l'amico di Lorenza.-
- Tu ti chiami Enzo, non raccontar balle.-
- Si, il mio vero nome è Enzo Meschiari ma mi firmo Mayo de May@.-
- Si, te lo si legge in viso. Sai che nel nome è scritto il nostro destino?-
- In quello di Mayo o in quello mio.-
- Il tuo, cretino, il tuo. Cosa vuoi sapere da me.-
- Una storia sul sesso, sono uno scrittore erotico.-
- Un porco, vuoi dire, a me piacciono i porconi.-
- Io la penso diversamente sul sesso..-
- Che vuoi dire?-
- Che io amo il sesso come la più grande espressione d'amore senza negare il romanticismo.-
- Si, lo capisco. Allora vorresti una storia di sesso. Qui dentro è pieno di storie di sesso, anzi, è pieno di sesso femminile. Tu sei l'unico maschio che entra in casa mia da dieci anni, ma tu hai conosciuto il Diavolo.-
Diventai rosso, quella era una storia che volevo dimenticare.
- Questo ti rende simile ad una donna.. ehehe-
Arrossii di più.
- Ma si sente che sei un maschio vero, si sente dal tuo odore. Il Diavolo ti ha fatto suo una sola volta per segnarti il culo, ma non ti vuole sessualmente.-
Sorrisi imbarazzato. Ma perché ho scritto quella storia?
- Vedi, seguace di Satana. Tu sei qui solo perché possiedi il segno, anche Lorenza lo possiede, lo sapevi?-
- Si lo so ma devo correggerti. Non sono un seguace di Satana. Credo di più nel Buddismo.-
- Ma porti il marchio di Satana, questo mi basta.-
- Vero..-
- Storie di sesso? Guardati intorno. Ogni gatta che vedi te ne potrebbe raccontare a migliaia di storie.-
- Le conosco le storie di gatte.-
- Non di queste. Brigitte, svelati.-
Un lampo senza colore, un boato senza suono ma che ti riempiva il cervello e la prima gatta, quella che si mosse per prima si trasformò in una splendida rossa incredibile e nuda.
Il seno da matrona ma sodo come il marmo, un fisico da peccato mortale, ciuffi di peli rossi come lacrime di fuoco.
Rimasi a bocca aperta.
Quella donna mi stregava più di Satana.
- Di quale storia t'interessa? E in quale epoca?-
- Non importa quale.. una.-
Riuscii a balbettare incredulo.
Eppure portavo il segno di Satana, anche se involontariamente.
- Allora quella che mi portò qui, 1861, non la scorderò quell'estate.-
- Aspetta, apro il registratore.-
- Li scarichi gli MP3?-
- No, non mi interessano.-
- Peccato. Amo da pazza la musica country.-
- Basta, Brigitte, racconta la tua storia.-
La voce della strega si era fatta tagliente ed imperiosa.
- Si, scusa, bocchini, la racconto subito.
- Si, uomo, è mia bocchini e la bocchini di tutte quelle che vedi. Sa anche lei trasformarsi in gatta da sempre, dalla notte dei tempi. Anzi è la gatta prima, potrebbe raccontarti come sono nata.-
- Continua, cara, continua tu.
La voce della vecchia si era fatta tenera, forse stava pensando come era nata Brigitte.
- Il mio nome, a quell'epoca era Anna. A noi piace cambiare nome ogni tanto come tu con tuo Nik.
Ero bellissima e popolare, fui notata per forza dalla nobiltà romana quando entrai a servizio dei Conti *****.
Mi corteggiarono uomini e donne. Non rifiutai i più belli e le più belle, ero bella io.
Me li scopai tutti con piacere, ero una gatta io.
Poi vidi lui.
L'ufficiale dei Bersaglieri.
Non era in divisa, era solo ospite ma anche spia.
L'uomo più erotico mai incontrato nella mia lunga vita da Eva ad oggi. Siamo figlie di Lilith la prima femmina. La conosci? Si, bravo. Quando fu cacciata dal paradiso terrestre figliò con un orango e, strano a dirsi, nacquero in seguito solo bellissime donne, dono di Satana, il serpente.
Ma a te interessa la mia storia.
Impazzii, per la prima volta in vita mia mi innamorai.
Non lo avevo mai fatto il sesso per amore ma solo sesso per il sesso.
Non fu difficile sedurlo, più difficile mantenerlo.
Mai visto un uomo come lui, interessato solo alla conchiglia delle donne, brutte, belle, non faceva differenza.
Le infilava tutte.
Capirai in una Roma corrotta e clericale nell'animo.
Non mancavano certo le puttane disposte a darla anche per una sola notte.
Mi rimase fedele per due mesi poi lo scopersi con la cameriera di casa sua, la fornaia. La contessa, la serva.
La lavandaia.
Insomma, lo scopersi per tutte le romane che si era fatto.
Sveltine, notti roventi anche in casa mia.
Lo volli punire.
Ce la misi tutta, chiesi aiuto a mia bocchini.
Lo ebbi ancora per una notte.
Per la prima volta usai arti magiche, lo incantai solo per me.
Non lo avevo mai fatto.
A tutti bastava la mia bellezza.
A lui, no.
Furono scopate che non saprei raccontarti tanto furono belle.
La clitoride impazzita, mi bastava solo il suo fiato per godere come non avevo mai goduto
Visioni oniriche affollavano il mio cervello e lui era in quelle visioni.
Mi fece dove portiamo il marchio di Satana.
Mi fece con le dita, con la sua verga, con la sua lingua.
Gli avevo dato poteri mai avuti da un uomo e fui punita io.
Ad un certo momento anche una donna come me si stancava, si gonfiava, bruciava.
Lui, no.
Continuava, continuava e devi pensare che lo scopavo con amore, quindi sentivo il massimo, volevo il massimo.
Lui dava il massimo, più del massimo, un massimo diabolico e bello.
Per tre giorni resistetti.
Tre giorni e tre notti senza bere ne mangiare, godendo e piangendo.
Ora lui emetteva sangue non sperma.
Come fermarlo?
Ero inondata dal suo sangue, dal suo odore di morte incombente e godevo, godevo.
Si fermò di botto, era pallidissimo, quasi bianco.
Il cuore, il suo cuore umano non aveva retto.
Impazzii di dolore, lo buttai via da me che era ancora dentro di me.
Girai per la casa nuda urlando e disperandomi, trovai un coltello.
Mi pugnalai sul seno, tra le gambe.
Maledetto sesso.
Non lo volevo più senza di lui.
Ma non posso morire.
Ogni cicatrice si rimarginava all'istante, neanche il gusto di vedere il mio sangue.
Mi masturbai allora guardando il suo cadavere.
Una masturbazione senza senso, fatta per godere soltanto tra le gambe mentre il cuore piangeva, piangeva.
Rimasi con lui un'altra notte, poi venne italy con due trasteverini che lo insaccarono e lo buttarono in Tevere.
"Er barcarolo va contro corrente...." Si, mi ripescarono 10 volte nel Tevere, volevo morire, non potevo.
E tu parli d'amore?
L'unica volta che l'ho fatto per amore sono impazzita.
Riuscii a rifarlo senza amore, lo faccio anche ora senza amore, vuoi provare?"
Rifiutai ma tutto intorno a me sparì.
Ero nudo in mezzo a colori strani su di uno strano letto che sembrava fatto di nuvole.
E lei che mi faceva a cavalcioni.
Era tremendamente brava, bella, erotica e porca.
Successe di tutto, proprio tutto all'ennesima potenza.
Pensai al mio cuore, sarei morto?
Quante notti e giorni durò non lo so, ma il mio orologio rotto nella foga ne segnava solo due, impossibile.
Mi svegliai con una mano sul campanello della strega, ero tornato all'inizio della storia.
Non lo spinsi con dito, mi girai e mi allontanai.
Incrociai una bella gatta rossa e mi parve ridesse.