teggiano-eros Anche se uccide, a volte

Anche se uccide, a volte…

Mayo de May@

10/06/01 – Modena – Italy –

Dedicato hai miei lettori tedeschi.

© 2000 - 2001

 

La vita è strana, davvero strana.
Almeno la mia.
Io non sono brutta, non sono frigida, non sono stupida.
Luisa, mia sorella è brutta, frigida e stupida, eppure......
A lei non mancano mai gli uomini.
Finita una storia sotto l'altra.
Forse si ha due metodi comportamentali di vita diversi.
Lei fa la spesa al Supermercato del sesso, io in Boutique specializzate in sentimenti, almeno credo.
Amo molto il sesso, mi piace farlo davvero, so di

essere virtualmente porca ma ho bisogno d'amare per fare sesso, o, almeno, d'illudermi d'amare.
Quella sera che al mare sentii Luisa masturbarsi accesi la luce e la guardai.                 - Lo so, lo so è male. Ma con loro non godo, riesco a godere solo da sola.-
- Non ho detto che sia male, mi chiedevo solo perché lo facevi.-
- Tu non lo fai mai?-
- Non davanti a te.-
- Credevo tu dormissi, scusa.-
Avevo pensato molto da quella notte.
Luisa, piena di maschi, doveva ricorrere a se per godere, io a cosa ricorrevo?
Non è che non mi masturbassi, quando la voglia viene il dito corre ma dove finiva la mia teoria sull'amore?
A che pensavo quando mi masturbavo?
A quella volta che persi la verginità stupidamente?
Nooooo.. non avevo visioni particolari, desideri, ricordi.
Ne sentivo la voglia e lo facevo interessata solo al come lo facevo.
Interessata solo al chiudere le cosce sulla mano quando godevo intensamente e arcuarmi tutta quando potevo.
Che mi amassi?
Certo che mi amavo.
Non era narcisismo vuoto, era amore per il mio corpo.
Era rispetto per le mie esigenze.
Quella volta al mare che m'assalii la voglia di godere nella cabina, a cosa pensavo, al bagnino?
No.
Pensavo alla mia voglia.
Che strano.
Allora perché non mi faccio scopare?
O, almeno, non prendo la cosa con meno serietà?
Farlo senza amore?
No.
Ho bisogno d'amare.
"Ma quella funziona ANCHE SENZA L'AMORE."
Fanculo.
Lo so.
Decisi.

Quella sera l'avrei data al primo che l'avesse chiesta.
Ero decisa, la mia prova del nove.
Nessuno la chiese.

Al Bar sotto il mio ufficio vado a far colazione prima di incominciare a lavorare, una piccola mania costosa.
Lo vidi.
A quello l'avrei data certo.
Lo sentii dentro di me subito.
Non bello, non prestante ma due occhi neri da bucarti il vestito, mi sentii nuda sotto a quello sguardo, era un nuovo Manager della mia ditta.
Ebbi una specie di crampo al bassoventre.
Ebbi l'impressione di bagnare, possibile?
Fuggii in fretta.
Stupida e se te l'avesse chiesta?
Non sono carne da Supermercato ne d'amori aziendali.
Non pensai più di darla al primo venuto, pensai di darla a Lui, però.
Se non l'avesse chiesta?
Forse anche lui non voleva amori aziendali.
Marò, che pensi.
Mi vestii come non mi ero mai vestita, il mio solido seno evidente e provocatore, mi trasformai, divenni più bella ed aggressiva.
Più sicura esteriormente, più disponibile anche a scherzare col sesso.
Ebbi tre domande di prestarla quel giorno.
Rifiutai ridendo.
Erano quegli occhi neri ad attirarmi, a costringermi a masturbarmi anche più volte al giorno nei luoghi più strani.
Ora si che vedevo un'immagine nel farlo, vedevo quegli occhi trasformarsi in qualche cosa di solido che mi penetrava e io dicevo si ad ogni richiesta sua.
Pensai anche a cose mai pensate e sempre rifiutate.
Sentivo lo stomaco ribollirmi al solo vederlo.
La rosa bruciare e bagnare quasi in modo continuo.
Il camminare, a volte, diventava doloroso.
Mi stavo innamorando.
Ero perennemente eccitata, disponibile ma solo a Lui.

Mi bloccò dietro al parcheggio.
La sua bocca m'investi rapida travolgendomi, facendomi perdere il pudore che avevo: e se ci avessero visti.
Sorrise e si allontanò rapido, lo avrei visto in ufficio.
Cercai sostegno sul cofano di una macchina, le gambe mi tremavano, avevo urgente bisogno di un gabinetto.

Non successe più nulla per due settimane.
Non chiesi nulla ma mi sentivo sciogliere ogni volta che lo vedevo.
Si te l'avrei data mille volte.

Poi il tuo inseguimento, sapevi che a quel tempo abitavo sola.
Scendesti dalla macchina mentre scendevo io.
Non ci fu bisogno di parlare, bastarono gli occhi.
Quella notte l'avremmo passata insieme, lo sapevamo.

Tu mi spogliasti sicuro di te, sapevi prendere senza chiedere io ti spogliai sicura di me.
La mia bocca scopri chi eri, che sapore avevi, il tuo odore tra le gambe.
Tu scopristi me, la mia laguna nel bosco incantato, il mio umore scorrere a fiumi, a cascata nella tua bocca, ti amavo e ti volevo.
Sapevo che non mi amavi, conoscevo la tua ragazza.
Mi prendesti come si prende una donna vera, io ogni luogo possibile.
Mi amasti col corpo, io ti amai con la testa, col corpo, con l'anima.
Godetti il tuo sospiro nella bocca mentre mi inondavi dentro.
Cedetti a me stessa ogni godimento tuo, partecipai, e con essi godetti il paradiso in terra.

Ora sei li, vicino a Lei, stai per dire "SI", un si che m'uccide, mi lacera, m'annienta.
Tu lo sai, il mio "SI" lo dissi quella prima notte.
Ti sarò amante, ne sei certo.
Potrai fare di me quel che vuoi.
Ti amo da impazzire e forse lo sono davvero.
Non potrò mai sostituirti, non si cancella l'amore.

Come è strana la vita.
Ora non mi manca il sesso, mi manca l'uomo che sei, il compagno di una vita.
Si, è importante l'amore, anche se uccide a volte.