Ero emozionato
salendo su quell'ascensore.
Se la storia era vera avrei conosciuto il Diavolo.
Mi aperse Gloria, sorella di Anna, la mia tramite tra Lei e il Diavolo.
Era una bella ragazza, intelligente, discreta, amante della sorella
in modo involontario.
Era Lei che mi aveva scritto.
Aveva trovato i miei racconti in un sito che conteneva vari generi
letterari, quindi, anche i miei erotici.
- Ciao, Leone, sei puntuale.-
- Una mia regola personale. Dov'è Anna?-
- Sul letto in camera. Ora sarebbe inutile parlarle. Satana la sta
prendendo.-
- Ne sei sicura?-
- Si, e tra qualche ora prenderà anche me col corpo di Anna e il
suo.-
- Ascolta, sediamoci, ti racconterò dall'inizio.-
Accesi il mio registratore portatile.
" Anna e d io siamo gemelle ma non mono-ovulari.
Siamo quindi leggermente diverse.
Come tu vedi io sono una bella ragazza ma non sono bella come Anna.
Lei è perfetta, bellissima, intelligentissima, almeno tre volte
più di me.
No. Non sorridere, è vero.
Quando avemmo i nostri corsi, quasi nella stessa settimana, a sesso duro circa, inizio il nostro diverso viaggio nella vita.
I miei furono normali e lo sono ancora.
I suoi furono speciali.
Tutte sanguiniamo, chi più chi meno.
Lei sanguina poco, solo all'inizio del ciclo, poi...
Insomma ha una emorragia continua per sette notti, ma.....
... Al mattino le sue mutandine, le lenzuola, lei stessa, sono pulite
come non fosse successo nulla e il letto suo è più in ordine del
mio e, su quel letto ci siamo amate per ore.. capisci?
No, non puoi capire.
Mi ha amata su quel letto sia da femmina che da maschio sin da quelle
prime mestruazioni.. e.... sono ancora vergine... anche lei, suppongo.
Questo referto lo testimonia, guarda, LA DATA E DI IERI.
La notte che vennero a lei io dormivo tranquilla, poi vidi i lampi
nella stanza nostra, lampi veri ma senza il botto del tuono.
La vidi scoprirsi dalla coperte, arcuarsi, emettere suoni che capii
dopo erano di godimento, spogliarsi nuda e sorridere felice con
gli occhi chiusi.
Puoi immaginarti il mio terrore.
Non sapevo che fare, urlare non potevo, ero bloccata sul letto.
Dopo un'ora di quella tortura mentale la vidi alzarsi, sorridermi.
Stava venendo verso di me.
Mi sentii allargare le gambe da una forza immensa, non potevo resistere.
Il suo corpo trasformarsi velocemente nel più bell'uomo che mai
abbia visto.
Nudo, possente, eccitato, sorridente.
Lo sentii straziare le mie carni sotto, mi faceva male, era grosso
per una bimba di sesso duro, enorme.
Una cosa strana mi prese, sentivo si il male ma anche un improvviso
piacere che aumentava quando mi si muoveva dentro, avanti e indietro,
pazzescamente solido e bello.
Insomma, stavo godendo.
Poi Anna ridiventare Anna, delicata, dolcissima. Bellissima.
Ma la sua bocca non mi dava tregua.
Mi leccava, mi baciava, mi succhiava nel modo meraviglioso che conosce.
Devo essere svenuta.
Mi svegliai alla mattina col ricordo dei meravigliosi godimenti
della notte.
Ma la stanza, Anna, il mio e il suo letto che avevamo usato, distrutto
nella nostra foga, erano come se nulla fosse accaduto, erano in
ordine non come la stanza che io avevo visto sottosopra nella notte.
Non dissi nulla ma ricadde la stessa storia tre notti dopo.
Fui presa, violentata delicatamente, godetti e feci godere.
La storia durò tre mesi, poi per sei anni non successe nulla più.
Capirai la mia paura.
Di giorno sentivo le mie aperture, si, anche e soprattutto quello,
grevi, dolorose, come usate mille volte e non vi erano segni di
violenza.
Per la prima volta, mia bocchini ci porto da ginecologo, gli stessi
sintomi li denunciava anche Anna anche se li modificammo riducendoli
al minimo.
Eravamo vergini entrambe eppure avevamo preso il cazzo più' grosso
che potessi immaginare, scusa la parola volgare.
A diciotto anni eravamo le vergini più smaliziate del mondo.
Satana ci venne a trovare ogni settimana.
Ci educava al sesso, ci voleva erotiche al massimo, non risparmiava
nulla di noi, proprio nulla, dalla testa ai piedi.
Ma la cosa buffa era che Anna, tramite la quale appariva Satana,
non ricordava nulla di quelle notti e io, solo vittima gaudente
e schiava involontaria ricordavo tutto.
Ero lesbica e puttana, ero bisex ed ero vergine.
Ero una che godeva da pazza e che voleva rigodere ancora, una ninfomane.
Non vedevo l'ora che apparisse il bel maschio, non vedevo l'ora
di amare Anna.
Non so dirti se sono pazza, se sogno tutto, ma vieni, vieni a vedere
con i tuoi occhi, tu non sei pazzo, vero?"
Entrai in una stanza rotta solo da lievi singhiozzi di Anna con
la testa affondata in un cuscino.
Uno strano individuo tra il bestiale e il divino stava affondando
colpi poderosi nel sedere di Anna.
Ci guardò, sorrise malvagio ma anche pieno di un qualche cosa che
ti attirava, sentivo la voglia insana di togliermi i calzoni.
Piegarmi.
Offrirlo a lui quello che non avevo mai usato con nessuno.
Poi vidi la mia accompagnatrice spogliarsi velocemente, toccarmi
il braccio.
- Ora vai o prende anche te. Chiudi l'uscio. Ora vuole me.-
Scappai da quella casa senza prendere l'ascensore, non ne avevo
il tempo.
Ero terrorizzato.
Io che avevo o credevo di aver visto di tutto.
Ma sentivo anche la voglia di esser suo, di essere di un maschio
dalla fava tremenda.
Non sono mai più entrato in quella casa e solo ora, dopo dieci anni,
ho il coraggio di scrivere questo racconto.
Satana... è venuto a trovarmi...
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