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Non riuscivo a concepirlo.
E il sesso mi piaceva tanto.
Avevo avuto esperienze buone col sesso.
Con lui sarebbe stato solo sesso, lo sapevo, almeno per lui.
Ero pero' sempre all'erta, semmai lo avesse chiesto lui, non si sa
mai cosa si decide a tale richiesta, ma la fama di brava ragazza mi
perseguitava: non ero una da scopo e basta, ero impegnativa, da amare,
insomma.
Una sera nell'accompagnarmi a casa me lo chiese.
Era una proposta oscena non da lui e rideva come un matto.
Non so perché lo disse.
Dopo tanti discorsi seri, si mise a fare lo Stronzo.
Scopiamo?-
Propose con voce languida.
Si era portato nell'angolo più buio della mia strada, sapevo che a
quell'ora si poteva fare, lo avevo già' fatto una decina di volte
e questo ricordo m'infurio' ancora di più, fanno male quei ricordi.
Lo avevo fatto con il mio primo ragazzo.
Avevo avuto solo quello.
Era una battuta scema lo sapevo, forse una provocazione gettata li.
- Lo sai come la penso, Rico, non faccio queste cose solo per farle.
Risposi decisa.
- Io scherzavo, non si sa mai che una vota ti prenda per il verso
giusto.-
E continuava a fare lo scemo.
- Tu dicevi sul serio, e va bene, scopiamo, se ti va. Qui e' possibile,
l'ho già fatto.-
Era provocazione pura la mia.
Ero da una parte eccitata dall'idea e, dall'altra temevo che accettasse
la proposta, anche se la mia voce era suonata ironica e falsamente
sfacciata.
Ma era davvero cosi' ironica?
Non ne ero più certa.
Che avrei fatto?
Non lo sapevo proprio, io amavo quel ragazzo.
Ci sarei stata?
Odio, che domanda.
Non lo avessi mai detto.
Incomincio ad urlare.
- Ma tu sei matta. Credi che vada in giro a rovinare brave ragazze?
A te ti ci vuole un marito mica un amante.-
- Che ne sai di me.- risposi sorridendo ma con voce acida.
- Abbastanza, noi maschietti ci passiamo informazioni, che credi.-
- Anche con Federico?-
- Si, anche con lui.-
Feci la faccia interessata ma seria.
Poi sparai tutto in un fiato.
- Allora ti ha anche detto che so scopare? Che mi ha sverginato lui,
e mi ha anche inculato? E che faccio bocchini come una puttana?-
Divenne serio, strinse i denti. Non s'aspettava quella confessione
brutale, violenta, ma vera nelle mie parole.
- Fatti mie a chi l'avevo data, (aggiunsi), che te ne importa, a te.-
Ne potevo parlare solo io e lo facevo aggredendo.
- No, lui non parla mai di te. Ti credevo vergine.-
Era indispettito, non capivo per cosa, per la verginità?.
- Coglione.
Le più belle scopate della sua vita le ha fatte con me, che ti credi?
E NON son vergine, sappilo.-
Non ero più ironica, ero aggressiva.
- Ma eri la sua ragazza, cacchio. Lui ti amava.-
Urlo' disperato.
- Bell'amore lasciarmi per Enrica.-
Tutto il mio veleno salto' fuori.
Ero inviperita.
Questo Coglione a fare il mammoletto, l'altro a piantarmi come cosa
già usata e da gettare.
- E io amavo lui. Le zoccole come Enrica che l'ha data a tutti, te
compreso, vincono sempre, voglio diventarlo anch'io.-
- Come?-
Apri gli occhi sbalordito.
- Scopando con te e ti autorizzo a raccontarlo come son brava.-
Vidi il suo cambiamento, divenne rosso, poi, strinse le mascelle,
lo schiaffo in piena guancia mi fece voltare la testa.
Mi massaggiai la guancia senza reagire, calmissima lo guardai negli
occhi: - Scopi cosi', tu.-
Si mise le mani davanti agli occhi: - Scusami, scusami.-
Io affondavo di più il mio coltello in lui, o mi buttava dalla macchina
o mi baciava.
- Grazie per avermi scopato, pero' non ho goduto.-
La mia voce era tagliente, ora, lo sfidavo.
- Vai via, vai a casa. Non propormi più certe cose, non sono un delinquente
io.-
Grido' disperato, non aveva mai dovuto discutere una cosa cosi'.
E non aveva mai picchiato una donna, forse, vi era sotto altro.
Ero decisa a scoprirlo.
- Veramente lo hai proposto tu, ricordi? Mi hai chiesto, scopiamo?-
- Mi prese per le spalle scuotendomi: - Ma io scherzavo, una battuta
infelice lo so, ma tu hai esagerato, io ti scoperei solo amandoti,
son stufo di scopare da atleta e poi domandarmi - E poi?-
- Si, e poi?-
Ringhiai.
Era confuso tra rabbia e sgomento, lo avevo scoperto, si sentiva nudo.
- Cretina, tu mi piaci e molto.-
- Tanto da amarmi?-
- Sii.. tanto.-
- E allora scopami.-
Mi chiuse la bocca con un bacio.
Fu un bacio incominciato con disperazione, poi, lentamente si trasformo'
in un bacio passionale e intensissimo.
Quando mi lascio' parlare chiesi: - Vuoi che mi tolga le mutandine?-
Questa volta sorrise, aveva capito la mia ironia.
- Quando sarà' il momento le toglierò io, non dubitare.-
Sorrisi anch'io.
- Non questa sera?-
Si fece serio.
- Ora ascoltami. Tu vai a casa, io vado a casa, ci facciamo un bell'esame
di coscienza, guardiamo in noi se si può scopare alle tue condizioni,
con amore e ci vediamo il prossimo sabato, ok?-
- Scoperemo Sabato, allora.-
Mi ribacio' ardentemente.
- Ma come hai fatto a rimanere una cosi' brava ragazza?-
- Non ho incontrato gente come te.-
Scese, mi apri' la portiera e mi fece scendere.
Gli passai davanti come una donna offesa, altera, ora si rideva tutti
e due.
La sculacciata mi fece fare un balzo in avanti.
- Bruto.-
- Puttanella.-
In ascensore sorridevo beata: forse avevo trovato un marito, forse.
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