teggiano-eros Forse
..Anche quello in tinta?
© Mayo de May@
20/02/02 - Modena - I racconti del Sole.
 

Eravamo amici da anni, amici intimi, ma non avevamo mai pensato a noi come possibili amanti.
Giorgio mi aveva visto in costume e anche senza costume.
Non avevo segreti con lui e lui non ne aveva per me.
Quindi aprii la porta in reggicalze e mutandine e un leggero reggiseno a balconcino.
Il tutto rigorosamente nero.
Non mi vergognavo ne avevo secondi fini.
Ero pura nei suoi riguardi.
Come sapevo era lui.
Si sedette sul divano, io continuai ad infilarmi le calze nere modellandole con un piede su di una sedia.
Sorridevo aspettando le notizie nuove sul gruppo di amici.
Non avevo pudore con lui, era più di un fratello per me.
Quella mattina si dimostrò nervoso, lo conosco bene, so o capisco se lo rode qualche cosa dentro.
" Che tieni, piccolo?"
Divenne rosso in viso, un rossore lieve che solo io riuscivo a distinguere sotto l'abbronzatura.
" Nulla, Cinzia, credimi non ho nulla."

Mi avvicinai, lo baciai su di una guancia.
" Dillo alla tua sorellina, forza dillo, bugiardo."
Abbassò gli occhi.
" Sei bella, Cinzia."
Sorrisi compiaciuta, in quell'abbigliamento, poi.....
" Questo lo so, amico mio, me lo hai detto un milione di volte. Anche tu sei bello, lo sai, bello da morire."
Lo ribaciai sulla punta del naso.
" Perché non succede tra noi?"
Divenne serio, una voce quasi incrinata, timida per lui che non era timido con nessuno.
Lo guardai negli occhi ridendo: " Cosa non succede?"
" Innamorarci?"
Risi a crepapelle e mi sedetti accanto a lui.
" Ma io ti amo, come un fratello, un gemello...."
" Ma non come uomo..."
Aggiunse melodrammatico.
" Che vuol dire? Tu sei un uomo e lo so benissimo. Qualche amica ha parlato di te, e, direi bene, anzi, più di quello."
Scoprii una strana luce nei suoi occhi.
" Sei quasi nuda accanto a me. Sei eroticissima con quel nero addosso."
" Maddai, mi hai anche vista nuda. Non mi dire che il nero ti eccita?"
Abbassò gli occhi, io seguii il suo sguardo verso il basso e vidi tra le sue gambe il risultato della sua eccitazione, mi alzai di scatto, rossa in viso.
" Giorgio, che hai?"
Cercò di coprirsi con una mano.
" Nulla, proprio nulla."
" Ma tu sei turgido !"
" Dici?" Cercò di scherzare.
Andai a mettermi una vestaglia leggera e ritornai, si era calmato.
Non affrontammo più l'argomento.
Forse, avevo capito male o visto male.
Mi vestii in camera, uscimmo per andare al pub, sembrava di nuovo il mio Giorgio ma non potevo dimenticare quella bugna tra le gambe.
Possibile che si fosse eccitato per me?
Giorgio?
Assurdo.
Forse, avevo visto male.
Mi preoccupai.
Possibile?
No, non avevo visto male.
Giorgio si era eccitato.
Eccitato per un colore?
E se fosse stato l'azzurro?
Il rosso?
Il bianco?
Si sarebbe eccitato?
No, non si era mai eccitato con me, eravamo troppo amici.
Scacciai le domande assurde.
L'avevo vicino, le nostre gambe quasi si toccavano sotto il tavolino, Sandra e Silvia chiacchieravano come sempre senza veder nulla.
Mi venne un sospetto.
Lo rifiutai.
Mi rivenne in testa, lottai per rifiutarlo ancora ma non riuscivo a seguire la conversazione, ero troppo impegnata a capire il mistero di Giorgio.
Perché si era eccitato?
Lentamente ebbi una visione di Giorgio nudo, come quella volta al campeggio.
Non era stata volontaria la cosa ma era accaduta.
Lui era uscito dalla doccia mentre io vi entravo nuda, non avevo capito che lui era lì dentro ad asciugarsi ed io m'ero spogliata fuori non essendoci nessuno a quell'ora.
Ci eravamo guardati.
Poi piegati in due dalle risa.
Lui si era infilato le mutande buffamente ed io preso il suo posto nella doccia rapidamente, chiudendo l'uscio ridendo.
Com'era il suo membro?
Non lo avevo guardato, ecco la verità.
Mi piaceva come uomo?
Era bello ed intelligente, questo sì, e anche buono.
Ma, allora, perché non ha la ragazza?
Tutte le sue storie, e ne ha, finiscono presto.
Perché?
Incominciai a pensare a Giorgio come uomo.
Aveva ragione, non lo avevo mai sentito o visto come tale, perché?
Ma era un amico.
Si, ma era anche un uomo vero.
Le nostre gambe sotto il tavolino si erano avvicinate, non so se per colpa sua o mia.
Sentivo il suo calore.
Ieri non me ne sarei nemmeno accorta, oggi era diverso, perché?
Dovetti chiedermelo, indagare nei miei sentimenti.
Mi piaceva quel calore, mi eccitava?
Certo, mi piaceva, ma eccitarmi?
No, era Giorgio.
Ma chi era Giorgio?
Mi rividi in casa mia il mattino.
Ero quasi nuda con quell'abbigliamento ed ero provocante senza volerlo, ma ero provocante anche per lui?
Risi dentro di me.
Sì, ero provocante anche per lui con quel nero da puttana.
La fantasia fa strani giri ma finisce sempre il quel posto.
Lo desideravo?
Non male, il ragazzo.
Avevo litigato con Luigi, volevo far la pace, per questo avevo usato tutto quel nero, lo eccitava, sapevo.
Lo avrei visto a pranzo, al nostro ristorantino da quattro soldi.
Ma ci sarei andata?
Non ne ero più certa, Giorgio incominciava ad intrigarmi.
Ci alzammo ed uscimmo, salutammo le amiche e c'incamminammo per la fermata dell'autobus.
"Vedi Luigi, oggi?"
Che strana domanda, lo sapeva.
" Sì, a pranzo."
Silenzio.
" Solito posto?"
" Sì, solito."
" Allora ti lascio."
Vi era una nota stonata nella sua voce.
Lo presi per un braccio.
Lo guardai sfacciatamente.
" Ti dispiace?"
Mi guardò per parecchio tempo, prima di rispondere.
" Sì, mi dispiace."
" Perché?"
" Non è il tipo per te, ecco tutto."
" Già, ma lo conosci un tipo per me?"
Urlai arrabbiata.
" Sì, lo conosco."
" Chi ? Sentiamo!"
Il leggero vento mi portò la sua risposta, anche se si voltò allontanandosi mentre spuntava l'autobus che dovevo prendere.
" Io."
Era stata la risposta portata o sussurrata dal vento.
Lo rincorsi, lo raggiunsi perdendo l'autobus.
Non sarei più andata a pranzo con Luigi.
" Ma scherzi, vero?"
Mi guardò fisso.
Mi prese per le spalle e mi baciò e non come un fratello.
Quando mi allontanò di nuovo, ma tenendomi per le spalle, chiesi: " Perché fai questo, Giorgio?"
" Tu non te ne sei mai accorta, ma io stavo per dichiararmi un anno fa, poi tu conoscesti Luigi, eri tanto felice."
Sgranai gli occhi.
" Tu mi ami?"
" Sì, da due anni."
Silenzio.
Colpi di tosse nervosa.
" Portami a casa."
Occhi spalancati e dubbiosi.
" Non vai a mangiare?"
" Ho un altro tipo di fame, ora."
Non ho mai saputo perché dissi quella frase e cosi' di colpo.
Dentro sapevo di esagerare ma era esattamente il mio pensiero.
Non parlammo nemmeno in ascensore, ognuno seguiva i suoi pensieri.
Quando entrammo fui la prima a baciarlo appogiandomi all'uscio chiuso.
" Perché fai questo?" mi chiese sottovoce senza allontanarmi.
" Spogliami e lo saprai."
Sorrise.
Rossi tutte e due come papaveri ci spogliammo.
Lo facemmo in fretta, timorosi di non riuscire a farlo.
Ne ero innamorata?
Non lo sapevo, ma vederlo sotto una luce diversa mi emozionava tremendamente.
Incominciammo lentamente a scoprirci.
Nei giochi pre coito ci scoprimmo davvero.
Incominciammo timidi, non credendo quasi a quello che stavamo facendo, poi più decisi, impegnati, certi.
Mi piaceva toccarlo in ogni posto, era armato divinamente, era maschio maschio davvero, anche nell'odore.
Ci sapeva fare, non lo avrei mai detto, ci sapeva fare davvero con la lingua tra le gambe, era bellissimo.
Dove era finito mio fratello?
Il mio amico prediletto?
Non li avevo mai avuti, avevo avuto un uomo vero accanto a me e non me ne ero accorta, possibile?
Si, era possibile, ero stata stupida.
Quando finalmente mi penetrò, dopo un mio orgasmo violento, lo vidi per quello che era davvero, un amante stupendo.
Mi aveva lasciato le calze nere e il reggicalze, la miccia esplosiva delle sue voglie represse.
" Ti piace il nero?"
Rise, dandomi un colpo più forte degli altri, penetrandomi tutta.
"Mi ha eccitato, piccola, non ne ho potuto fare a meno, ti amo e ti desideravo."
Mugolai di piacere, stava penetrandomi adagio e di traverso.
"Vuoi che le porta sempre?"
"No, solo per me e in casa."
Lo scaravoltai prepotentemente, lasciò fare.
Mentre lo infilavo di nuovo con le mani scendendo su di lui, mormorai: "Forse imparerò ad amarti, Giorgio, forse."
"Prova a non farlo e ti faccio il culo nero."
"Anche quello in tinta?"
Ridemmo ma per poco, capii che lo avrei fatto ancora e con piacere anche col culo, in tinta o no.