.La lezione.


Federica, che tutti chiamavamo chicca, aveva deciso di mettermi a dura prova: a lezione si era seduta di fianco a me, e già nel prendere posto aveva pensato bene di strusciare le sue gambe sulle mie, molto lentamente e lanciando un occhiatina maliziosa verso di me. Il suo sedere, sodo, prorompeva attraverso la sua gonna attillata di maglia nera, che non lasciava intravedere segni di slip al di sotto.
Appena seduta prese subito a parlarmi&#adult3;
&#adult8;ciao, come stai oggi?...&#adult8;
&#adult7;&#adult3;bene e&#adult3;tu invece?...&#adult8;
&#adult7;&#adult3;&#adult8; ammiccò con gli occhietti dolci e tutti brillantinati.
&#adult7;sei in forma oggi, o mi sbaglio&#adult3;&#adult8;
&#adult7;&#adult3; non ti sbagli, oggi mi sono una forza&#adult3;&#adult8;
Così dicendo appoggio la mano sulla mia coscia e si chinò per estrarre gli appunti dalla borsa: in effetti la sapeva molto lunga, perché per assecondare la discesa dovette far salire lentamente la mano fino quasi al mio membro che stava ormai cominciando a sussultare tra le mutande.
&#adult7;Ti ho portato gli appunti della scorsa lezione&#adult3;se vuoi l'ora dopo usciamo e ti spiego un po' come vanno usati&#adult3;se ti va&#adult3;&#adult8;
&#adult7;non credo di avere altre chance visto che oggi mi sembri tanto lanciata&#adult3;&#adult8;
&#adult7;bravo vedo che sai cogliere le occasioni&#adult3;&#adult8;
A quel punto trascorsi l'intera ora di lezione ad assaporare questo &#adult7;incontro&#adult8; e ad osservarla. Sopra la gonna nera indossava un twin set beige, molto scollato, che lasciava intravedere i suoi due seni tondi, sodi, trattenuti a stento dal reggiseno rigorosamente color carne. Quando si appoggiava con al schiena inarcata, sembrava che due dune stessero per esplodere in quel deserto infuocato, e potevi scorgere anche i suoi capezzoli semi inturgiditi.
Ogni tanto si accorgeva che la stavo guardando, e mi sorrideva maliziosamente
&#adult7;ti piace il mio nuovo twin? L'ho preso per l'occasione&#adult8;
&#adult7;&#adult3;quale occasione, chicca?&#adult8;
&#adult7;&#adult3;&#adult8;
&#adult7;&#adult3;&#adult8;
Al termine dell'ora mi disse di raggiungerla nei bagni femminili quando gli altri sarebbero rientrati in aula.
Quando entrai, non vidi nessuno&#adult3;
&#adult8;Chicca?...dove sei?...&#adult8;
All'improvviso due mani da dietro mi coprirono gli occhi e sentii due capezzoli turgidi traforarmi la schiena, seguiti da un soffice letto &#adult7;indovina?....&#adult8;
&#adult7;indovina cosa?&#adult8;
&#adult7;chi sono&#adult3;&#adult8;
&#adult7;vediamo&#adult3;Chicca?!?&#adult8;
&#adult7;bravo e &#adult3;adesso indovina&#adult3;&#adult8; intanto scese con una mano sul mio petto&#adult3;
&#adult7;cosa?&#adult8;
&#adult7;dove si fermerà la mano&#adult3;&#adult8;
&#adult7;spero non troppo presto&#adult8;
e infatti scese sulla patta dei miei pantaloni e cominciò a tastare il mio membro&#adult3; &#adult8;mmm, dorme?&#adult8;
&#adult7;probabile, ci vorrebbe una bella sveglia...&#adult8;
Allora chicca mi spinse in un bagno e chiuse la porta, a chiave, si girò verso di me si chinò e aprendo freneticamente la zip estrasse il mio membro non ancora in piena erezione e cominciò a succhiarlo, a far roteare la sua lingua sul glande. Con le mani mi prese i testicoli e cominciò a massaggiarli, stirandoli ogni tanto verso il basso. Ormai la mia erezione era fulgida, e sentivo la sua gola ingoiare il mio pene interamente.
Ad un certo punto mi dovetti sedere sul wc, e lei, sollevando la gonna e scostando un esile tanga si avvicino e prese la mia mano, portandola tra le sue cosce
&#adult7;preparamela&#adult3;&#adult8;
Allora divaricai le sue piccole labbra e scovai una vagina calda, umida, ma non ancora colante. Iniziai a solleticarle il clitoride fino a farlo erigere e sbocciare dall'apice delle sue labbra, mi chinai su di lui e presi a leccarlo e succhiarlo mentre le mie dita si spostarono sulla sua vagina: infilandone due e divaricandole, sentii colare tra la mie dita il suo nettare, segno che ormai anche lei era pronta.
Chicca vide il mio pene perdere un po' della sua virilità, così si girò, si abbassò mostrandomi la sua vagina proprio a pochi centimetri dal mio naso e prese a ingoiare di nuovo il mio membro. Così con la punta della lingua sul suo clitoride lucente e vermiglio, e con le dita che entravano e uscivano dalla sua vagina mentre la sua bocca saliva e scendeva aritmicamente sul mio fallo, l'eccitazione cresceva vorticosamente.
A quel punto lei si spostò avanti, abbandonò la mia bocca e, sempre voltandomi la schiena si sedette sul mio pene impalandosi per tutta la sua lunghezza.
Io infilai le mie mani su per le sue maglie fino a liberare i suoi seni gonfi e ad aggrapparmi e spremerli tra le mie dita. Lei scendeva col suo bacino fino a far appoggiare il suo culo al mio ventre, fino alla base del mio pene, poi contraeva i muscoli della sua vagina e risaliva succhiandomelo.
Arrivata in cima rilassava il suo canale e riscendeva facendo correre intorno tutto il suo nettare lubrificante, per poi ripartire ancora. Ogni tanto si scuoteva appena appena lateralmente per continuare poi la sua salita. Ma improvvisamente la sentii, cambiare ritmo, aumentare dapprima la velocità ma soprattutto le contrazioni divennero totalmente aritmiche, forsennate, la sentii gemere e anch'io sentii il mio basso ventre scuotersi, al punto che entrambi venimmo in un orgasmo irripetibile.
Ferma, con il mio membro in vagina, si chinò indietro e si lasciò andare sul mio petto a fianco del mio capo:
&#adult7;sei fantastico&#adult3;&#adult8; sussurrò e pareva quasi si stesse addormentando. Io le accarezzai il viso e poi scesi con le dita nel solco tra i suoi seni.
Lei mi sorrise e dopo qualche minuto si rialzò ricomponendosi&#adult3;
&#adult7;gli appunti&#adult3;te li do la prossima volta, va bene&#adult3;?&#adult8;