| "La
vedi Magda, vero? E' lì, di fronte a te, che respira a fatica chiusa in
un vestito a fiorellini blu. Uno di quegli abitini che sembrano troppo
stretti. E' lì, la vedi, la puoi vedere, seduta come un escatore, con
le ginocchia ad angolo retto sul bordo del monitor. C'ha i capelli rossi
Magda. Rossi di un rosso strano, che diventa più scuro quando le onde
delle sue ciocche si sommano e si sveglia chiaro, fin quasi biondo, quando
la luce tenue che ti scorre attorno ne prende uno solo di quei capelli
e lo fa diventare di paglia. Di paglia profumata e luminosa. E tu la guardi
Magda, con i suoi capelli di rosso che cambia, ed il suo profumo delizioso.
La guardi fino a trovare il coraggio. Lo trovi e lo fai, stendi la mano,
ma di poco, giusto quanto basta per arrivare fino a lei, fino a trovare
l'ombra dei suoi piedi. Sorride Magda, con le sue gote rosse ed il fiato
che corre fino a sfiorare il palmo della tua mano, quando saltando si
accovaccia su di essa. Bella. Ti fa chiudere gli occhi accorciando il
tuo respiro, premendoti con la sua sola presenza sullo spirito. Ma eccola
che si alza, stagliandosi verso l'alto e guardandoti con i suoi occhi
verdi e luminosi.
Ti guarda e si abbassa, iniziando a leccarti la mano, baciandola voluttuosamente
e strofinandosi su di essa con le sue forme tanto piccole quanto prorompenti....."
Stava leggendo queste righe mentre cliccando da un sito all'altro era
incappato in una pagina colorata di viola profondo. Stava leggendo Marco
quando vide qualcosa che si materializzava proprio sul margine di quella
pagina. Una luce azzurra dapprima. E poi lei, quella donna che era così
com'era descritta. E che sembrava la cosa più vera che avesse mai visto
in due anni di serrata navigazione. Era il suo lavoro quello: cercare
su internet. E quel giorno era stanco. Spostò il puntatore del mouse portandolo
in corrispondenza della fanciulla, di Magda. Ci cliccò addosso. La pagina
si riempì di un rosso fuoco. "Benvenuto nel sito dell'inizio e della fine
del desiderio - c'era scritto - questo è un sito magico dove iil tuo sogno
può diventare realtà e dove ogni realtà può divenire sogno ed incubo".
Marco sorrise. Continuò a leggere, curioso. "La vedi Magda vero? - continuava
- è lì e pottrebbe materializzarsi davanti a te. Devi solo invocarla,
pregando per la sua libertà e ripetendo queste frasi...."
Marco sorrise ancora. Sgranò gli occhi tentando di rimanere sveglio. Iniziò
a leggere quelle frasi fatte di parole strane e non comprensibili.
Aveva quasi finito quando sentì un indistinto tintinnare. Si guardò attorno.
Niente. Abbassò il volume del computer. Niente. Spense tutto. Una luce
chiara ed intensa invase la stanza per poi raggomitolarsi su se stessa.
La vide. Vide Magda materializzarsi sulla sua scrivania. Avvicinò la mano,
così com'era scritto. Lei sorrise ma non ci salì addosso. Spiegò invece
delle ali di luce e si avvicinò al suo petto. Marco era stranito, stralunato
e paralizzato. Impaurito. Lei si avvicinò ancora, si fermò e planò dolcemente
fino a posarsi fra le gambe di lui. Affondò nei suoi pantaloni. Marco
era immobile. Sentiva solo una sensazione di forte calore fra le gambe.
E sentiva il cazzo farsi duro e gonfiarsi spingendo sugli slip di maglina
nera. Sentiva che gli mancava il respiro. Avvicinò le mani ai pantaloni,
sbottonandoli lentamente. Vide i suoi slip lacerarsi. Il suo cazzo che
si era fatto enorme. E quell'essere, quella donna, era lì, che lo osservava
crescere senza neppure toccarlo. Solo quando fu duro e lungo come mai
era stato prima, lei si avvicinò. Ed iniziò a leccarlo. Lo leccava con
forza, e ad ogni leccata quella donna diventava sempre più grande, finché
fu grande come una made in italy. A quel punto afferrò il grosso cazzo con la
mano destra e, dopo una lenta sferzata sulla cappella, lo prese in bocca,
succhiandolo e slinguandolo.
Marco ebbe la forza di portare una mano sul capo di quell'essere che era
magia, donna e made in italy. Ne sentì il calore, sentì che era vera, calda,
materiale. Ma non osò andare oltre. Lei si alzò in piedi. Era ormai alta
quanto lui. Sorrise mentre il suo vestito scivolava lentamente giù dal
corpo sinuoso scomparendo man mano che veniva a contatto col pavimento.
In un attimo quella donna fu su di lui, risucchiandoselo all'interno del
suo corpo bellissimo e fatato. Marco era eccitatissimo. Sentiva una strana
energia percorrerlo, sentiva quell'energia che risvegliava ogni sua singola
cellula. Strinse le mani sul fianco di lei. Le fece correre su quel corpo
vellutato, fino a raggiungere il grosso seno, quei capezzoli turgidi ed
invitanti. Ci avvicinò la bocca, leccando le tette che si scuotevano ad
ogni veloce movimento, che tremavano scosse dal dolce e deciso andirivieni.
Lei iniziò a leccarlo sul capo rasato. Marco si alzò in piedi, portando
il corpo di lei sul piano della scrivania. Osservava quel viso fatato
godere placidamente, travolto solo da rapidi sospiri e senza neppure un
mugolio. Una espressione che contrastava col caldo pulsare della fichetta
bagnata e calda, con il lento e copioso trasudare di liquidi preziosi.
Ma questo sfuggiva alla sua attenzione, preso com'era da quel corpo insaziabile.
Sentiva che stava per esplodere. Si chinò su di lei fino ad avvicinare
la bocca alle labbra carnose di Magda. Non fece in tempo a baciarla che
dovette accoglierne la lunga lingua. Sentiva che stava per inondarla.
Trattenne il respiro e venne chiudendo gli occhi per poi riaprirli in
cerca di un sorriso. Ma vide il viso di Magda farsi di luce, gli occhi
riempirsi di viola. Tentò di allontanarsi. Era troppo tardi. Lei lo aveva
morso alla gola, lacerandone l'epidermide e godendo nell'abbondanza del
sangue.
|