.Silvia.

-Silvia

L'avevo vista in spiaggia, ma non volevo pensare a lei come un oggetto del desiderio.
Avevo solo saputo il suo nome, Silvia.
Faceva la civetta col bagnino, col vicino d'ombrellone, col ragazzo del bar. E questo atteggiamento mi dava incredibilmente sui nervi. Le &#adult7;oche&#adult8; erano una specie protetta solo dagli uomini che cercavano di &#adult7;farsele&#adult8; per poi sputtanarle con amici, colleghi e amiche &#adult7;racchie&#adult8;.
E lei era il prototipo. Fisico asciutto e proporzionato, capelli nerissimi sulle spalle, costumi firmati, bandana firmata, borsa firmata, vestiti firmati.
Forse anche la sua pelle era firmata.
La osservavo di sfuggita e non capivo perché guardava me. Pantaloncini e maglietta sempre all'ombra, fisico da balena e sguardo quasi sempre sperso nel vuoto, per non dare appiglio a nessuno. Occhiali a specchio sopra gli occhiali per la mia miopia. Passeggiate e qualche libro.
Mi trovavo quel pomeriggio di giugno a circa 3 chilometri dallo stabilimento quando vedo un incidente e rallento. Vedo i capelli neri racchiusi nella bandana rossa. Freno e scendo. Resto di sasso. E' proprio lei. Caduta dalla bicicletta. Mi faccio avanti e comincio ad urlare che chiamino un'ambulanza. Faccio spazio e mi avvicino al suo viso. La chiamo per nome. E svenuta. Urlo a tutti che si allontanino. Apre gli occhi e mi guarda. E' stupita e sofferente.
&#adult7;Silvia mi vedi?, mi senti?&#adult8;
&#adult7;Sì, ma dove è andato?&#adult8;
&#adult7;Chi?&#adult8;
&#adult7;L'investitore, quel bastardo - sussurra con rabbia - mi ha investito sulla pista ciclabile&#adult8;.
&#adult7;L'hanno fermato non preoccuparti, stanno arrivando i vigili e l'ambulanza.&#adult8;
&#adult7;Non voglio andare in ospedale, non ci voglio andare, ti prego portami a casa. Voglio andare a casa&#adult8;.
&#adult7;Ma c'è qualcuno? Tua sorella, i tuoi?&#adult8;
&#adult7;No, non c'è nessuno. Ma io in ospedale non ci vado&#adult8;.
&#adult7;Silvia adesso stai calma. Cosa ti fa male?&#adult8;
Ci parliamo e i minuti passano. Arriva l'ambulanza, salgo con lei, almeno sa chi sono. Al pronto soccorso il tempo pare non passare mai. Chiamo i suoi genitori, mi faccio riconoscere. La dimetterebbero, ma chi la viene a prendere?&#adult8;
Mi offro volontaria. Da Viareggio a Prato in fondo non sono molti chilometri.
Sono quasi le 8 di sera. Se la cava con alcune fasciature e un po' di lastre e la promessa di farsi vedere dal suo medico di base l'indomani.
Alle 21 la porto a mangiare una pizza. Non parla più. E' nervosa. Sarebbe pallida se non fosse abbronzatissima.
&#adult7;Silvia che c'è?&#adult8;
&#adult7;Nulla, sto ripensando a quello che è successo e a come è strana la vita&#adult8;.
&#adult7;Perché?&#adult8;
&#adult7;Perché tu&#adult3; non so, mi sembravi quasi un extraterrestre e invece quando ho avuto bisogno, ti sei resa disponibile. Mi sembra strano&#adult3;&#adult8;
&#adult7;Perché sono lesbica e tu no?&#adult8;
Abbassa gli occhi. Non risponde.
&#adult7;Lo so che mi hai vista, e sputtanata con i tuoi amici, ma vedi io sono così come tu sei un'etero civettuola. Si dice così no? So cosa pensi di me. Ma tu avevi bisogno di aiuto. E io te l'ho data. Sono fiera di ciò che sono. Tu sei fiera di ciò che sei? Io non mi vergogno e se il tuo divertimento sta nel prendermi in giro, fai pure, non sarò io a limitare le tue beffe&#adult8;.
&#adult7;Ma perché dici questo? Non è vero&#adult8;.
&#adult7;Ti ho sentita&#adult8;.
La guardo e mi sfugge. Minuti lunghissimi, un'eternità scandita dal suo masticare e bere la birra. I miei occhi fissi sulla fronte e sulla benda alla testa, sulle mani nervose, sulla pizza tagliata e mangiata.
&#adult7;Mi dispiace&#adult8;.
&#adult7;Non devi dispiacerti Silvia, davvero, a me non importa. Anche se mi piacerebbe capire il perché, che fastidio potevo darti al punto da fare di me la barzelletta estiva&#adult3;&#adult8;
&#adult7;Ma non è così&#adult8;.
&#adult7;Smettila di giustificarti, falla finita di mentire. So cosa pensi, ho visto i tuoi occhi che mi seguivano, i tuoi occhi che mi cercavano, mi sfidavano e mi sfuggivano. Solo che tanto interesse e tanto sputtanamento secondo me non vanno d'accordo, salvo che non ci sia qualcosa che non so e che tu non vuoi dire.&#adult8;
&#adult7;Cioè? Che vorresti dire? E poi non ho parlato male di te, è solo che sai come succede&#adult3;&#adult8;
&#adult7;No non lo so perché non prendo in giro gli eterosessuali in quanto tali, ma in quanto persone, magari buffe nel parlare, o nel vestire, ma non per i loro gusti sessuali. Cosa invece che a te pare interessare molto. E comunque Silvia non ho voglia di parlarne, devo solo riportarti a casa non credi?&#adult8;
&#adult7;No, aspetta, Giulia. Non è così&#adult3;&#adult8;
Non trovava le parole. Fui brusca. &#adult7;Forse più che un ragazzo che ti corteggia tu avresti bisogno di una donna che&#adult3;&#adult8; Non terminai la frase perché stavo superando il limite della decenza. Lo strano fu che non rispose.
Andammo via dalla pizzeria e ci trovammo in auto ad ascoltare musica.
Mi cominciò a parlare di quello che provava quando mi incontrava. Del perché mi prendeva in giro, del come era nato quello stupido discorso.
Eravamo quasi a Prato e mi fermai in un'area di servizio.
&#adult7;non posso ragionare e guidare allo stesso tempo. Ascolta Silvia secondo me tu hai dei problemi seri e comunque io non sono né il problema né la soluzione. Penso che ti debba guardare dentro. E devi farlo presto, perché hai 2sesso duro e devi capire cosa vuoi fare da grande. La vita è un soffio e ti ritrovi in fondo e non sai come è successo e cosa hai perso.&#adult8;
&#adult7;Credo di amarti, Giulia, ma non potrò mai ammetterlo né esserci nulla fra noi. Non potrei mai accettare di essere come te&#adult8;.
&#adult7;Sei fuori più di un terrazzo. Tu ami solo te stessa e forse i tuoi genitori. Poco anche tua sorella. Non prendermi in giro. Tanto tra poco saremo a casa e quando tornerai al mare continueremo ad evitarci accuratamente&#adult8;.
&#adult7;Ma non hai sentito quello che ti ho detto?&#adult8;
&#adult7;Lo sapevo già o per lo meno l'avevo intuito, non vorrei sembrarti megalomane. Tu mi piaci tantissimo fisicamente, ma credo tu abbia un cuore arido anche se non ti conosco e tu non conosci me. Come puoi dire che mi ami se non sai chi sono, cosa sono? Mi ami solo perché sono lesbica? Mi pare poco. Mi pare più una curiosità morbosa, che un sentimento.&#adult8;
&#adult7;Non ti seguo&#adult8;.
&#adult7;Della serie: ho provato tutto, mi manca solo di andare a letto con una donna.&#adult8;
&#adult7;Ma no, che dici?&#adult8;
&#adult7;Dico quello che penso Silvia. Tu sei &#adult7;innamorata&#adult8; o meglio sei &#adult7;attratta&#adult8; da un'idea, all'idea che io rappresento. Io sono la lesbica del mare, come c'è il bagnino strafico, la bella a tette all'aria, il cornuto di turno&#adult3; sono un personaggio per te&#adult3; ma niente di più.&#adult8;
&#adult7;Portami a casa&#adult8;.
&#adult7;Ho detto qualcosa di sbagliato Silvia?&#adult8;
&#adult7;Mi hai ricoperto di merda, mi fa male la testa, il ginocchio e anche il gomito. Sono stanca e tu mi vuoi dire come sono fatta io.. ma dai!&#adult8;
Era molto seccata.
&#adult7;E tu mi hai crocifisso senza sapere nulla di me&#adult3; io ti ho solo messo di fronte alla realtà. Vuoi venire a letto con me? Fammi la corte, conquistami, e io ci verrò.. Però ricordati che le lesbiche non sono delle troie, non vanno con chi capita. Sfatiamo subito anche questo luogo comune. Se tu conquisterai il mio cuore potrai avere anche il mio corpo. E ora ti riporto a casa.&#adult8;
Non dicemmo altro. C'era un abisso di silenzio. Sapeva di aver usato parole a sproposito, sapeva chi ero, ma non sapeva chi fosse.
Prima di scendere le presi il viso fra le mani, nella penombra e le detti un bacio serrato sulle labbra, volevo lasciarle una sensazione forte, volevo lasciarle il mio sapore, ma non usai la lingua. Poi le bacia la guancia ed il collo. Era irrigidita e non per i postumi dell'incidente. Sentivo la sua tensione sulla pelle del viso. Le detti diversi baci con le labbra aperte. Sentì il calore che le arrivò al viso. Mi prese con le mani per i polsi per liberarsi. La guarda ie la baciai di nuovo sulle labbra. Presi un bigliettino da visita, mi avvicinai al suo orecchio e le dissi dolcemente&#adult3; &#adult7;non farò parte della tua collezione, ma tu della mia, se lo vorrai&#adult3; devi solo conquistare il mio cuore Silvia perché il tuo è già qui con me&#adult3;&#adult8;